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Cavalieri Trasporti SpA
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Gli Inizi: Adelmo da ferroviere alla scommessa del trasporto commerciale

Come per molte aziende italiane con alle spalle più di cinquant'anni di storia, anche la "Cavalieri Trasporti e Spedizioni" deve la sua origine alla scommessa imprenditoriale del suo fondatore e ad un'intuizione: l'opportunità e la necessità di fornire alle imprese di alimentari e in genere di prodotti deperibili una rete di trasporti in tutta Italia in grado di far arrivare i prodotti a destinazione nel minor tempo possibile e mantenendone intatte le qualità organolettiche.

Adelmo Cavalieri, fondatore ed ideatore dell'azienda, ha nel suo anno di nascita, il 1900, tutto il sentore e la capacità di prevenire le esigenze del futuro, di guardare avanti, una qualità non da poco e che si rivelerà, negli anni della maturità, garante di successo.

Nato a Modena all'inizio del secolo con in tasca la licenza tecnica, l'equivalente dell'attuale terza media, "attraversa" il '900, ne intuisce le novità, i mutamenti e si dimostra, spesso e volentieri, pronto a cambiamenti repentini, ma riflettuti, affrontati con la certezza di fare il bene dell'azienda e con lo scopo di rinverdire periodicamente la sua passione imprenditoriale. Cavalieri senior prende parte alla Prima Guerra Mondiale in qualità di Bersagliere ed è il terzo soldato, in divisa di ardito, a sbarcare a Trieste, riconquistata all'Italia. Fu quello non solo un semplice evento di storia personale, ma soprattutto segnò l'incontro con una città, destinata a diventare un punto di riferimento anche in seguito nella costruzione della rete di trasporti commerciali nel Triveneto, messa in atto dall'imprenditore modenese.

Il lavoro presso le ferrovie statali, dopo la fine del primo conflitto mondiale, non soddisfa il giovane Adelmo Cavalieri che dimostra ben presto di sapere il fatto suo, di avere idee chiare e soprattutto una vivace intelligenza capace di presentire i bisogni del mercato e delle aziende che caratterizzano la ricca vivacità imprenditoriale e manifatturiera emiliana, il contesto dell'Emilia e dei territori di Parma e Modena risulta, letto nella prospettiva storica dell'azienda, determinante per l'avvio dell'avventura della "Cavalieri" e per la scelta di specializzarsi nel trasporto a temperatura controllata.

Le idee innovative, nutrite dal fondatore, e il vivace contesto economico con cui si trova a contatto rendono al futuro imprenditore limitante il pur sicuro posto di lavoro nelle ferrovie, un sentimento di legame e di "oppressione" che finisce col risolversi definitivamente nel 1935. In quell'anno Cavalieri decide di licenziarsi, di lasciare il posto fisso per inseguire e realizzare le sue idee di aspirante capitano d'industria.

Una decisione difficile che non lo scoraggia e non gli impedisce di lì a poco di sposarsi con Neris Franchini di Maranello e di dar corpo a quella famiglia, determinante per la realizzazione non solo degli affetti, ma anche degli affari. Sempre presente e disponibile Neris Franchini seguirà il marito in ogni viaggio, in ogni scommessa imprenditoriale, sarà sempre al fianco del consorte, fornendogli quell'apporto affettivo e concreto che spesso e volentieri non compare nelle cronache ufficiali della storia di un'azienda, ma che in ogni caso rappresenta un aspetto non secondario non solo della storia privata, ma anche di quella imprenditoriale.

Dopotutto si sa che dietro le imprese di un uomo ci sono l'incoraggiamento e quella tenacia tutta femminile, capace di presentire le necessità e al tempo stesso in grado di venire in soccorso e risolvere i piccoli e grandi problemi del quotidiano ménage familiare ed aziendale.
Con i soldi messi da parte, Cavalieri acquista una motocicletta e batte a tappeto il territorio modenese e parmense, divenendo acquisitore per due aziende leader nel settore dei trasporti, la Danzai e la Borghi. Sono gli anni dell'apprendistato, in cui apprende il difficile "mestiere di viaggiare" e al tempo stesso elabora una propria strategia imprenditoriale.

Aziende come la Danzas, la Borghi, ma soprattutto la Gondrand costituivano le realtà di spicco del trasporto commerciale italiano, la concorrenza sembrava improponibile, ma non per l'imprenditore modenese che, per poter essere competitivo, sceglie fin dagli albori della sua avventura economica, la specializzazione del servizio da offrire alle aziende, prediligendo il trasporto di derrate alimentari, ma non solo. E' questa una nicchia di "mercato" che si dimostra immediatamente vincente e soprattutto in sintonia con il territorio in cui si trova ad agire. Prosciutti e salumi, grana, conserve sono i prodotti che i camion di Adelmo Cavalieri cominciano a "veicolare" nel 1937, quando da Modena si trasferisce a Parma, prima come acquisitore di Borghi, successivamente come indipendente.

La partenza per l'Africa dei trasportatori fratelli Bocchi lascia scoperta la zona di Parma e offre al modenese un'occasione unica. Il trasferimento è immediato o quasi e l'azienda, che alla fine della guerra sarà denominata "Adelmo Cavalieri Trasporti", ha la sua prima sede operativa a Parma in via Trento. Tre camion centinati della Lancia sono il patrimonio degli albori dell'azienda. Un dipendente in ufficio, due facchini e un collaboratore, è questo il manipolo di uomini, guidati dal fondatore, che alla fine degli anni Trenta investe tutto sul trasporto dei tipici prodotti alimentari emiliani. La prima linea ad impegnare i mezzi Cavalieri è quella che porta salumi e formaggi, ed altre derrate alimentari dalla paciosa Parma al Veneto e Friuli Venezia Giulia con un ufficio di appoggio e di riferimento a Trieste. Certo i problemi non mancano: la carenza di carburante e i furti sono gli incidenti di percorso a cui la neonata impresa deve far fronte, in un periodo come quello prebellico e poi bellico in cui la miseria e le difficoltà apparirono, in più momenti, insormontabili.

La guerra mette a rischio l'azienda, si utilizzano camion a legna pur di viaggiare, ogni espediente è buono per non interrompere il flusso di merci che, pur nella situazione critica dei primi anni Quaranta, arriva ad estendersi fino a Roma e a Napoli, inaugurando quella linea di viaggio dal nord al sud che sarà una delle caratteristiche vincenti della società. Sotto l'occupazione tedesca, le difficoltà aumentano. Tutti i camion sono requisiti, si prevede il tracollo, ma la famiglia riesce a nascondere, con l'aiuto di alcuni contadini, un automezzo sotto il fieno e a preservare quel piccolo capitale su quattro ruote che permetterà all'azienda, già nel 1946, di ricominciare la propria attività di viaggio e trasporti commerciali. Terminata la guerra, la ricostruzione prende il via e con essa continua la scommessa imprenditoriale.