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Cavalieri Trasporti SpA
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Il delicato passaggio di consegne da Adelmo a Paolo Cavalieri
e la costruzione della "Cavalireri Trasporti e Spedizioni"


Il passaggio delle consegne da una generazione all'altra è sempre un momento delicato, è in ogni caso un tempo di transizione pieno di interrogativi, di dubbi, di rischi, perché presuppone un cambiamento, e un inevitabile nuova filosofia gestionale.
L'investitura di Paolo Cavalieri a guida dell'azienda cade in un periodo scottante per l'economia italiana, il passaggio dagli anni Sessanta agli anni Settanta.
Entrato giovanissimo nell'azienda, come supporto al padre che lo vuole al suo fianco per "istruirlo" sul ménage e sulle responsabilità che presuppone ogni scommessa imprenditoriale, Paolo Cavalieri si trova improvvisamente sulle spalle non solo l'azienda paterna, ma deve anche rispondere all'imperativo tassativo di adeguarsi ai tempi per restare al passo con le richieste del mercato.
Nel frattempo le condizioni di salute del fondatore dell'impresa si aggravano fino alla morte, nel settembre del 1973.

In quell'anno la gestione dell'azienda passa in mano ai figli ed in particolar modo a Paolo, a cui spetterà il compito di iniziare quella ristrutturazione necessaria per mantenere competitiva la "Adelmo Cavalieri" che di lì a poco diventerà la "Cavalieri Trasporti e Spedizioni".

Fra le novità del passaggio di consegne c'è anche l'invenzione del nuovo marchio, caratterizzato da una "stella del freddo" attorniata da una enorme C, l'iniziale del cognome.

Il marchio ha il pregio di rimanere impresso e, ben visibile sui camion, si può dire che fa da pubblicità viaggiante all'azienda, identificata come "l'azienda della stella del freddo".
La caratterizzazione di essere l'unica azienda in grado di garantire sull'intero territorio nazionale un trasporto a temperatura controllata, diventa il punto di forza della nuova strategia imprenditoriale e soprattutto la carta vincente per un futuro che si costruisce pian piano.
Sono quelli gli anni delle grandi scommesse, sono anni difficili in cui l'imperativo è adeguarsi ai tempi, individuare con precisione la propria clientela e il servizio da offrire. In quegli anni comincia a farsi sempre più pressante la necessità della specializzazione, si fa scottante la consapevolezza che per restare competitivi bisogna essere in grado di offrire un servizio unico, misurato secondo le esigenze del cliente.

Paolo Cavalieri intuisce che è necessario mettere in atto un cambiamento radicale, intuisce la necessità di ripensare l'assetto dell'azienda e la filosofia e strategia commerciali, circondandosi di giovani e valenti collaboratori. Per far fronte non solo alla crisi che attraversa l'intera economia nazionale, ma anche per preparare il futuro, la società deve darsi un assetto manageriale in cui le competenze specifiche siano ben delineate, in cui una struttura solida ed agile al tempo stesso possa far fronte con tempestività alle richieste dei clienti.
Paolo Cavalieri insieme a Pierluigi Morandi, nel frattempo trasferitosi a Parma dopo esser stato capofiliale di Cremona, Napoli e Modena, danno il via ad un profondo cambiamento dell'azienda dal punto di vista strutturale, commerciale e di formazione del personale.
L'esperienza di Morandi, maturata nelle filiali, è determinante e la stretta collaborazione con Paolo Cavalieri porteranno a mutare sensibilmente il volto dell'azienda, rendendola competitiva e soprattutto agile nell'affrontare e soddisfare le esigenze della clientela, una clientela che individua, sempre più, nell'azienda l'appoggio ideale per veicolare prodotti deperibili.
Cavalieri e Morandi non solo operano in quegli anni con il fine di razionalizzare la struttura dell'azienda per facilitare un servizio tempestivo, ma soprattutto anticipano la necessità di connotare il servizio offerto con una forte "specializzazione" in un settore particolare dei trasporti, quello a "temperatura controllata" in grado di mantenere intatte le caratteristiche organolettiche delle merci, affidate ai camion della "stella del freddo".

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