![]() |
![]() |
|||
|
|||||||||||||||||||
La "Adelmo Cavalieri" dalla ricostruzione al boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta Gli anni della ricostruzione a ridosso della Seconda Guerra Mondiale si dimostrano determinanti non solo per l'immediato recupero della vivacità economica nazionale, ma anche per l'organizzazione dei trasporti commerciali che caratterizzarono l'Italia repubblicana e tutt'oggi caratterizzano il terziario su ruote. Fino alla vigilia della guerra erano infatti pochi gli autocarri circolanti in Italia, anche a causa del volume di produzione ridotto. A dare una svolta alla produzione di autocarri furono le esigenze belliche che permisero lo sviluppo di aziende quali "Fiat", "Lancia" e "Alfa Romeo", ma questo, almeno nell'immediato, non scalfì più di tanto il ruolo determinante dei trasporti commerciali su rotaia. Al termine della guerra, l'Italia, come altri paesi europei, si ritrovò con una rete ferroviaria quasi completamente distrutta. I bombardamenti avevano colpito le strade ferrate che negli anni Trenta e Quaranta rappresentavano le vie di comunicazione e trasporto preferenziali sia per merci che per persone. Il trasporto su ruote costituì dunque una risposta obbligata per sconfiggere l'immobilità e visse così un boom necessario, dettato dalle contingenze. Negli anni dell'immediato dopoguerra i camion americani o quelli tedeschi, sequestrati dai partigiani, costituirono gli unici mezzi di trasporto. All'Italia distrutta, intenta a curarsi le ferite, fanno da farmaco il desiderio di ritornare alla normalità, la voglia di una vita serena e "agiata". Da queste esigenze nasce il fervore degli anni che porteranno al boom economico. Lo sviluppo dei viaggi commerciali si muove di pari passo con la crescita dei bisogni e dei consumi della nuova realtà italiana, desiderosa di riscattarsi dalle miserie della guerra, in cerca di quel benessere economico che contraddistinguerà gli anni Cinquanta prima e Sessanta poi. Non si può dunque non tener conto di questo panorama nell'affrontare lo sviluppo e capire le scelte messe in atto da Adelmo Cavalieri, scelte che saranno determinanti per il futuro dell'azienda.
Burro, salumi e formaggi erano i prodotti destinati a percorrere tutto lo stivale per arrivare nella capitale del Sud d'Italia. Ma la stessa connotazione di estrema deperibilità delle merci da trasportare costrinse, si fa per dire, Adelmo Cavalieri a guardare non solo all'organizzazione della rete di trasporti, ma ad occuparsi anche di tutte quelle novità tecnologiche e tecniche che rendessero i suoi autocarri non solo competitivi, veloci ed affidabili, ma capaci anche di mantenere intatte, lungo il trasporto, le qualità dei prodotti. La scelta del trasporto di derrate alimentari su lunghi tragitti richiedeva una specializzazione nella conservazione di prodotti ad alta deperibilità oltre che nell'efficienza e nella tempestività delle consegne. Inizialmente le casse di prosciutti, formaggi, salumi, grana viaggiavano sui camion muniti di lastre di giaccio ingabbiate, che assicuravano la tenuta biologica del prodotto per l'intero tragitto. Si trattava di utilizzare lo stesso metodo delle ghiacciaie, trasportato su quattro ruote. Per quanto "rudimentale" il sistema funzionava e assicurava la conservazione degli alimenti. L'utilizzo del ghiaccio, messo in apposite griglie a ridosso dei prodotti, inaugurò idealmente e praticamente quello che oggi si chiama "trasporto a temperatura controllata" e che rappresenta il punto di forza e la specificità della "Cavalieri Trasporti e Spedizioni". Spinto dalla necessità di mantenere una temperatura costante all'interno dei camion, il fondatore, agli inizi degli anni Cinquanta, inaugurò i primi camion frigoriferi. Attento alle esigenze del trasporto e scrupoloso nel tutelare i prodotti ed adempiere alle richieste della sua clientela, l'imprenditore modenese individuò nell'opportunità di "tappezzare" gli interni dei camion di una fitta rete di serpentine a gas, la novità per la sicurezza del trasporto e la qualità del servizio. Fu quello il primo e determinante passo verso quelle peculiarità che renderà sempre unica e competitiva l'offerta della società. |